In
Semi-Immortalità,
La Mente non Mente e
La Matematica dei Modelli di Riferimento è stato introdotto e spiegato (a livelli di approfondimento diversi) il concetto chiave di “modello di riferimento”. I modelli di riferimento non sono altro che le unità elementari con cui sono formati i nostri pensieri e le nostre emozioni: i nostri sensi
percepiscono una situazione che innesca una serie di
pensieri, i quali a loro volta producono determinate
azioni. Questa è l’essenza dei modelli di riferimento, i quali "vivono" all’interno della nostra mente e sono richiamati dai segnali che arrivano ai nostri sensi.
Le ricerche dei laboratori
iLabs si svolgono secondo l'ipotesi per cui tutta la nostra mente sia interpretabile con questo particolare strumento: il ragionamento logico, la componente immaginativa, la creatività così come la reazione istintuale si riducono, in ultima analisi, all'attivazione di una ben determinata serie di
modelli di riferimento. Ciò che gli psicologi clinici chiamano "mappe mentali" altro non sono che le connessioni tra modelli di riferimento stratificate nel tempo, reti di concetti nelle quali la nostra mente ricerca punti di appoggio per strutturare le esperienze.
Se questo è vero, innescando attraverso la parola (o, perchè no, la
musica) la giusta sequenza di modelli possiamo portare la mente tendenzialmente dove desideriamo - dalla massima concentrazione, al rilassamento totale -, un po' come tirando i fili giusti possiamo riprodurre con un pupazzo tutte le diverse posture umane. Solo quando avremo decifrato davvero ogni riga del nostro
software potremo programmare "dal basso" la nostra mente: per adesso, possiamo utilizzare strumenti laterali, come la meditazione e la PNL, per scoprire le prime, importante connessioni tra stimoli e sequenze di modelli di riferimento.